Giappone,nuova fuga radioattiva
sospesa l'attività delle centrale
Fusti di scorie scoperchiati per il sisma
( da L'Unità 17.7.07)
Ricordiamo a l'Enel che non vogliamo il nucleare!

Il governo pone alla Camera la questione di fiducia sul decreto legge per il contrasto dell'emergenza rifiuti in Campania: lo ha annunciato nell'Aula di Montecitorio il ministro per i Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti.
«La situazione dello smaltimento dei rifiuti in Campania - ha spiegato Chiti - è drammatica, insostenibile ed è sotto gli occhi di tutti per una serie di carenze, di contraddizioni storiche e recenti, e di ritardi. Lo Stato non può restare inerte e dopo la nomina di un commissario ad acta bisogna intervenire anche con la conversione nei tempi più brevi di questo decreto». Il testo su cui è stata posta la fiducia è stato già approvato dal Senato ed è in scadenza. Il voto di fiducia sul relativo decreto legge si terrà martedì alle 11 e 30: lo ha deciso la conferenza dei Capigruppo della Camera. ( da L'UNITA' 2.luglio.2007)
Tutto questo ha un nome : CAMORRA!
Il corteo di auto che si è fermato in piazza Plebiscito è stato bloccato dai manifestanti. Al grido di «via buffone» i manifestanti hanno circondato l'auto in cui si trovava Bertolaso, colpendola con calci e pugni. Ci sono stati momenti di altissima tensione ma nè i carabinieri nè la polizia che scortavano Bertolaso sono intervenuti contro i manifestanti.
Bertolaso, senza poter scendere dall'auto, è stato costretto poi ad andare via da Ariano scortato da auto di polizia e carabinieri. Bertolaso aveva in programma un incontro in municipio per discutere - con gli amministratori e le associazioni ambientaliste - la possibilità di riaprire la discarica di Difesa Grande. ( L'Unità - 13.06.2006)


Verso la fine degli anni settanta David Rogers, Professore di Sociologia e Management alla New York University, analizzò l’esperienza di alcuni managers incaricati dalle più importanti società di consulenza degli States per riordinare il dissesto della città di New York.
La domanda cui l’analisi doveva dare una risposta fu: “ Possono il managerialismo e l’aziendalismo salvare la città?” (1)(Can the Business Management save the city?).
L’analisi derivata fu pubblicata nel 1979 dalla Free Press. di N.Y. ed è tutt’oggi un punto fermo nella letteratura che merita considerazione nell’affrontare tali scelte politiche.
L’organizzazione delle società civili ha sempre visto la contesa fra i sistemi di gestione economica del così detto mercato e lo Stato. Le esperienze della società Statunitense, di quella europea e dei paesi con socialismo reale ne sono gli esempi più evidenti. La tendenza del sistema di mercato è volta a sottrarre spazi al controllo dello Stato avvalendosi, nei paesi democratici, di presupposti di razionalità basati su indagini scientifiche o di pensiero macroeconomico. Lo Stato, a seconda dei propri principi istituzionali e costituzionali, ha tentato la regolamentazione di eventuali concessioni al mercato.
Alla fine degli anni settanta e all’inizio degli anni ottanta le moderne società industriali sono colpite da una crisi consenso sociale e da una crisi di considerazione logica. Tale evenienza diviene il substrato ideologico che suggerisce un ridimensionamento del controllo dello Stato al fine di ridurne i costi. Compare, a tal fine, l’idea di estendere la concezione organizzativa propria delle società private agli enti pubblici. Nasce il concetto del Managerialismo, l’ipotesi è ridurre i costi e migliorare la qualità. Meno spesa maggiore produttività.
La Politica arretra , lascia un vuoto strategico. I sindacati perdono terreno. Il sistema degli ammortizzatori sociali, le assunzioni, si congelano. La conflittualità interna si acuisce e il consenso sociale precipita. Il sistema riformatore della politica che utilizza il consenso delle masse cede il passo a lotte di forte spartizione del potere gestionale. La qualità del prodotto –servizio non corrisponde alle aspettative, quello che avviene nelle società private in merito alla valorizzazione del personale non si ripete nelle aziende pubbliche, anzi il livello di discriminazione aumenta per inserimento di figure esterne all’azienda che aumentano la linea di frattura.
Per quanto riguarda le società private, in Europa, l’Impresa industriale, come già detto, è in profonda crisi. Nel Regno Unito il Governo entra in lotta con i sindacati dei minatori e ne provoca la frammentazione, nel contempo falliscono le maggiori industrie di veicoli e motori quali la Rolls- Royce e la Rover. Il miglior, all’epoca, sistema sanitario nazionale subisce un’onda d’urto chiamata aziendalizzazione.. "Non c'è un qualcosa che si chiami società" proclamava Margaret Thatcher.
Alla fine del 1997, l'anno della vittoria laburista, il numero delle bancarotte aveva raggiunto la cifra di 22 mila l'anno, mentre 30 mila imprese veniva considerate insolventi tra il 1990 e il 1997.
Negli States, culla del libero mercato, la deregulation reganiana porta alla capitolazione delle Casse di Risparmio con un costo per i piccoli risparmiatori americani di 200 miliardi di dollari.(2) J.E.Stiglitz, “ Globalization and Its Discontents”, Einaudi, 2002
Nel nostro Paese la situazione non cambia, le maggiori industrie sopravvivono spostando i capitali dall’investimento alle società di speculazione finanziaria, annichilendo la produttività e ricorrendo alle trasfusione della finanza dello Stato per la cassa integrazione, per la Cassa del Mezzogiorno e della Comunità Europea.
Nel 1992-93, con la legge 502 e con il decreto 517 di Riforma Sanitaria, in Italia vengono istituite le Aziende Sanitarie e viene istituita la figura del Direttore Generale. Al Direttore Generale vengono conferiti tutti i poteri di gestione, nonché la rappresentanza dell’Unità Sanitaria locale.
La riforma in senso aziendale, copiata dal libro bianco del governo della signora Thatcher, viene “ spacciata” dai politici italiani come una riforma utile al contenimento dei costi della Sanità Pubblica.
( Prima parte) Continua …………….
ARTICOLO 4 - SCOPI E FINI
4.1 - L'attività dell'Associazione è finalizzata alla difesa e tutela della salute, dell’ambiente e della cultura.
A tal fine l'Associazione intende svolgere la sua attività mediante interventi e azioni informative volti alla tutela dell’ambiente quale habitat degli esseri viventi, al miglioramento delle condizione di salute , alla salvaguardia del dialogo interculturale e della cooperazione fra i popoli.